le nostre birre

Ogni settimana nel nostro locale potrete gustare una selezione di birre per soddisfare le vostre esigenze

Pils – Pilsner – Pilsener

Lo stile dal cosiddetto gusto più “pulito”. Per capirci, è quella che il publican vi potrebbe spillare se chiedete una “birra normale”. La birra è chiara, molto luppolata, a volte speziata, rinfrescante per eccellenza e ha una buona carbonazione.

Bock

In questo stile rientrano la Doppelbock, la Maibock (Helles), la Eisbock e la Bock tradizionale. La birra può essere sia chiara (Maibock) sia scura e in generale ha un gusto molto maltato, rotondo, appena amaro. Ha un corpo medio-pieno e la carbonazione va da bassa a moderata.

Strong Belgian Ale

Uno stile a cui appartengono diverse tipologie di birra, come Dubbel, Tripel, Belgian Strong Golden Ale, Belgian Strong Dark Ale. È difficile trovare caratteri comuni a queste birre, se non un ricco sapore di malto e di lieviti, aroma fruttato e luppolo praticamente inesistente (a parte per la Belgian Strong Golden Ale). Ha un corpo pieno e una carbonazione media.

Weisse – Weizen

È la “birrachesadibanana”, forse la prima in cui si inciampa quando si vuole provare qualcosa di diverso da una Lager. È una birra di frumento. Ha un color oro, con un aroma pulito e fresco. A questo stile appartengono le Hefeweizen, le Kristallweizen, le Dunkelweizen, le Weizenbock e le Berliner Weisse. I sentori classici sono di banana, chiodi di garofano, erbe e soprattutto agrumi.

Blanche – Witbier

Come dice il nome, è una birra chiara, opalescente. Spesso i birrifici usano il miele per aromatizzarla, oltre al coriandolo, agli agrumi e alle spezie. È una birra composta da grano, orzo e avena, anche se alcuni usano il farro al posto del grano. In alcuni esemplari è presente una punta di acidità lattica che si rivela rinfrescante e che deriva dalla fermentazione con il Lactobacillus.

IPA (Indian Pale Ale)

Ma se non volete glorificare il dominio inglese sull’India, chiamatela ACPA, come fa il birrificio Agrivoise, cioè Anti-Colonialism Pale Ale. La sostanza è sempre la stessa: luppoli come se non ci fosse un domani che danno un amaro vigoroso, a volte bilanciato dal fruttato.

È uno stile molto richiesto (leggi, decisamente di moda) per cui molti birrai si sono cimentati in questo stile con punte di creatività notevoli. Da qui sono nate le Imperial IPA, le Black IPA, le Triple IPA e chissà cosa ci riserva ancora il futuro.

APA (American Pale Ale)

Chiare, fresche, moderatamente amare birre. È il corrispondente americano della Pale Ale inglese, prodotto con ingredienti made in USA (luppoli, malti, lieviti e acqua). Si sente il malto, si sente il luppolo – anche grazie al dry hopping – e si sentono anche gli agrumi. Il corpo medio-leggero e la carbonazione moderata rende (IMHO) questo stile uno tra i più beverini. La creatività dei mastri birrai dà il tocco finale e fa in modo che non ci si annoi mai. Pompelmo, ananas, fiori, arancio, mandarino, sentori erbacei, c’è di tutto.

Stout

Nera, a volte nerissima, la Stout, oltre a essere una tra le mie birre preferite, è anche una tra le più complesse. Nello stile Stout rientrano molti sottostili, per cui fare una descrizione che calzi per tutte è arduo. In generale, possiamo dire che prevalgono l’orzo e il malto tostato sul luppolo, è moderatamente amara, a volte acida a causa dei grani torrefatti. Presenta gli aromi del caffè, del cacao, della liquirizia e ha un corpo pieno e cremoso. Alcuni sottostili: Sweet Stout, Milk Stout, Oyster Stout, Chocolate Stout, Imperial Stout, Oatmeal Stout.

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